Gli affetti

Perché alla fine ciò che rimarrà saranno gli affetti. Per chi mi è stato vicino in quest’ultimo periodo sa cosa sto passando. Ma neanche loro sanno tutto. Spesso rispondo “tutto bene” o “va meglio” e questo perché se dovessi dire veramente come stanno le cose e come veramente mi sento finisce che chi sta dall’altra parte rimarrebbe senza parole, con un vuoto di pensieri. Spesso rispondere “tutto bene” non lascia in imbarazzo chi ti ha domandato “come stai?”.
È da inizio Agosto, ormai, che non vado a dormire dopo le 20:30 a parte una breve parentesi. Mi prendo le mie gocce di tranquillanti e lascio che facciano effetto. Ma sento che qualcosa non va. È una sensazione spiacevole e costantemente presente. Un peso sullo stomaco che se rimanesse di quelli’ntensità potrebbe quasi essere sopportabile. Ma a volte decide di stringerti in una morsa lo stomaco e il cuore. Comincia a mancarmi l’aria, comincio a tremare come in preda a crisi convulsive e comincio a piangere. Non finisco più di piangere fino a quando il male alla testa diventa insopportabile. Sono i momenti che vorrei farla finita, che vorrei spegnermi per sempre.
Ma che dolore darei ai miei cari, ai miei amici, alle persone che mi vogliono bene? Ma se non fosse che mia madre ne morirebbe di dolore e che la polizza vita non copre il suicidio io me ne sarei già andato.
Morire significa non esserci più. Non esiste nulla dopo la morte. Non c’è un bel niente. Ti spegni e con te si spengono tutti i tuoi problemi, i tuoi dolori, le tue sofferenze. Finisci di esistere. Finiscono i tuoi ricordi, belli e brutti. Finiscono le belle persone… Ecco l’unico rammarico. Non vedrai mai più le belle persone. Anche quelle che ti hanno volutamente allontanare. Ed è a loro che va il mio pensiero. Mi mancate da morire. Ancora prima che questa mia vita volga al termine sono virtualmente morto per voi che a malapena mi salutate. Eppure vi voglio un bene indescrivibile.
Ma tutto il bene del mondo non serve a nulla. Urlatemi ora il vostro odio o la vostra indifferenza o regalatemi un sorriso perché poi non potrete mai più farlo nemmeno se lo voleste.
Gli affetti. Alla fine è la sola cosa che ci rimane. Tutto il resto non ha importanza: lo yacht, l’ultimo iPhone, le borse, le scarpe, i vestiti, il televisore da urlo. Contano solo gli affetti

Vi voglio bene

Questo è il mio blog. E da oggi vorrei dedicare queste pagine a tutte quelle persone che sono entrate nella mia vita. C’è chi ha condiviso con me momenti di vita, chi è stato solo di passaggio ma ha lasciato un segno nel mio cuore. Qualche pensiero sarà accompagnato da foto per me significative altri no, ma non per mio volere.
La malattia che ha sconvolto la mia vita ha fatto partire un countdown, ma quale sia la cifra dello start lo ignoro. Di certo non è un periodo lungo.
Questo è il motivo per cui una parte di questo tempo vorrò dedicarla a tutte quelle belle persone che amo lasciando traccia di loro su questo blog, sotto forma di una dedica o di una fotografia. E per me lasciar traccia di loro significa renderle importanti.
Perché quando camminate tra le strade, tra la gente spesso siete persone qualunque. Vi confondete tra loro.
Provate a fare una passeggiata di un’ora. Tornate a casa e il giorno dopo descrivete le persone che avete visto in quella passeggiata. A meno che non conoscevate già qualcuno non vi ricorderete di nessuno. Eppure i vostri occhi li hanno visti, ma non li avete guardati. E così voi siete come quelle persone dal volto offuscato.
È in questo passaggio che vedo la tristezza. Non siete persone anonime. Siete quanto di più bello per me esiste al mondo. Ed è per questo motivo che descriverò quanto siete stati importanti per me. A iniziare dai miei genitori, mio fratello e voi tutti amici miei. Paolo (Garante), Roberto (Iarossi), Roberto (Bozzo), Matteo (Siligato), Simone (Verdini), Giulio (D’Amato), Mimmo (Dellisanti), Davide (Spinella), Antonio (Donato), Fausto (Davite), Claudio (Minore), Angelo e Loredana, Alfonso (Corosu), Andrea (Soddu), Luca (Braschi), Kelvin, Alessandro (Fresia), Walter (Fabrizio), Alessandro (Pecorella), Giuseppe (Bruzzone), Dario (Spotorno), Vittorio (Noli), Alessandro (Galasso), Simone (Miraforti), Francesco (Carvelli), Alessandro (Martello), Andrea (Pizzorno), Emanuele (Cola), Marco (Vinelli), Massimo (Cantone), Alessio (Pesciolo), Alex (Lazzara), Giuseppe (Alongi), Andrea (Galiano), Andrea (Stagnaro), Antonio (Podestà), Daniele (Bottero), Fabio (Caviola), Francesco (Romeo), Matteo (Perrone), Mauro (Chiappalone), Maxim (Krivi), Luca (Reale), Roberto (Ravioli), Samuel (Velacchi), Sandro (Repetto), Marua (Ben Mansour), Denise (Dasso), Giadina, Giulia (Dobrenji), Aurora (Bibaj), Silvia (Cervetto), Reola e Klaudia, Viviana (Andaloro), Anna (Boccia), Anna (Gugliandolo), Margherita (Gugliandolo), Cristina (Tamà), Albana (Bibaj), Alda (Bibaj), Camilla (Gotta), Veronica (Fossa), Chiara ( Pellegrini), Valentina (Corosu), Stefania (Spaggiari), Redina, Nicla (Cataldi), Barbara (Mantovani), Jennifer (Fawzi), Chiara (Salis), Lara (Amici), Cristina (Marovelli), Mariarosa, Conny (Desiena), Laura (Fossa), Laura (Galiano), Laura (Plutino), Elisa (Tangredi), Laura (Sciarrino), Luisa (Grosso), Lyda (Bottino), Marianna (Ferrulli), Marika (Maka), Marta (Gatto), Marta (Caputo), Monica (Tamà), Micaela (Tonini), Natalia (Pulina), Valentina (Tamà), Noemi (Barbari), Alessia, Paola (Ansaldo), Elisa (Chiarello), Ilaria (Repetto), Silvia ( De Bellis), Silvia (Dall’Orto), Sonia (Falfari), Chia Rà, Stefania (Veschini), Sylva (Perelli), Carla e Giulia (Bagnasco), Lara (Patrone), Donatella (Tamà), Francesca (Barbero), Paola (Gavassa), Virginia (Canapa), Federica (Poggi), Isabella (Infurna), Greta (Ferrati), Giorgia (Zampini), Giada (Iraci), Claudia (Di Nicola), Chiara (Baghini), naif (tutte), Elisa (Ghigliotti), Biancamaria (Parodi), Sofia e Martina, Xhoanna e Angelica. Non siete solo una lista di nomi, ma siete un pezzo della mia vita

Le cose possono cambiare da un giorno all’altro, senza preavviso, senza la possibilità di prepararsi. Aver coscienza che tutto finirà nel giro di un anno. Niente più progetti a lungo termine, solo un giorno dietro l’altro. Il dolore fisico passa in secondo piano. Il dolore mentale, spirituale fanno ancor più male. Può uccidere. Il dolore paralizza e uccide. L’idea di non poter rivedere più le persone che ami, di non poter più parlar loro è la cosa più straziante da sopportare. Fa a brandelli il cuore e l’anima. Sono arrivato ad un punto che ho realizzato cosa mi sta succedendo, ma non riesco ancora ad accettarlo. A volte vorrei farla finita in un attimo, piuttosto che aspettare una lenta agonia.